APPENA PUBBLICATI I RISULTATI DEL SELUMETINIB NEL TRIAL CLINICO DI FASE II SU ADULTI CON NEUROFIBROMA PLESSIFORME
Di Federica Chiara

Come già sappiamo, l’inibitore di MEK, selumetinib, è in grado di dare un beneficio clinico concreto nei bambini con neurofibromatosi di tipo 1 (NF1) in quanto riduce neurofibromi plessiformi non operabili.

Per valutare se fosse possibile ottenere risultati simili nei pazienti adulti, nei quali la crescita dei neurofibromi plessiformi (o PN) è generalmente più lenta rispetto ai pazienti pediatrici, il team di ricerca ha condotto uno studio di fase 2 trattando con il selumetinib pazienti adulti affetti da NF1 e con tumore plessiforme.

 

Come obiettivo primario (dato principale) è stata stabilita la riduzione del volume del tumore, con anche attenzione alle risposte dei singoli pazienti e degli effetti farmacodinamici valutati nelle biopsie solide dei tumori stessi.

Riduzione del volume del tumore: Il tasso di risposta è stato del 63,6% (21/33 partecipanti), con riduzione media del volume massimo del PN del 23%. Non si è verificata alcuna progressione della malattia rispetto ai volumi PN basali, con una media di 28 cicli di farmaco completati.

Risposte dei pazienti : I partecipanti hanno anche riportato una diminuzione dell’intensità del dolore, aspetto che ha migliorato la qualità di vita. Per quanto riguarda gli eventi avversi (AE) sono stati simili a quelli dello studio pediatrico, e la manifestazione più diffusa cutanea è stata acne.

Dati farmacodinamici valutati nelle biopsie solide: sono stati effettuati dei prelievi tissutali nei tumori per indagare l’attività enzimatica dei bersagli del farmaco. Come sappiamo il selumetinib è un inibitore di MEK, per vedere se funziona, si va però a controllare una modificazione, che si chiama fosforilazione degli enzimi attivati da MEK, che si chiamano ERK1 e 2.

I ricercatori hanno verificato che fosforilazione di ERK1/2 è diminuita significativamente nei tessuti (o biopsie) di PN dimostrando che il selumetinib su questi pazienti è stato efficace; non solo: non ha attivato altre vie di fosforilazione pro-tumorigeniche come quella di una chinasi chiamata AKT.

 

Nel loro insieme, questi primi dati sono molto confortanti ed indicano che il selumetinib potrebbe davvero dare benefici anche alla popolazione adulta con NF1 e PN non operabili.

Una speranza in più!

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